World Youth Skills Day… al Nigat

World Youth Skills Day… al Nigat

Nel dicembre 2014 l’ONU ha istituito la Giornata Mondiale per le Competenze Giovanili (World Youth Skills Day – WYSD), da celebrare il 15 luglio di ogni anno.

L’origine di questa giornata verte principalmente sul gap tra il mondo della scuola e quello del lavoro: i posti di lavoro non sono sufficienti, le competenze acquisite a scuola neppure. Solo una piccola fetta di giovani riesce effettivamente a trovare un lavoro adeguato.

Noi ci fermiamo a questo punto e rivolgiamo uno sguardo a quello che può voler dire per noi, Amici del Sidamo, in Etiopia soffermarsi su questa giornata. In particolar modo, volgiamo lo sguardo sulle nostre ragazze che vivono il cortile del Nigat.

Se prendessimo a riferimento le parole dell’ONU o anche soltanto le competenze europee da raggiungere nel corso del percorso scolastico, rimarremmo fortemente disarmati. Questo ci costringe a cambiare lo sguardo, a non guardare i punti di arrivo di enti competenti e preziosi ma staccati dai singoli contesti in cui ci si prende cura dei giovani e delle giovani del mondo.

Le ragazze del Nigat

Tante delle ragazze che arrivano in progetto dalla campagna non sanno scrivere il proprio nome, non sanno tenere la penna in mano. Allora, la prima competenza su cui lavoriamo è un minimo di alfabetizzazione per sopravvivere. Saper firmare, saper riconoscere il proprio nome all’interno dell’elenco di mamme presenti. Saper, infine, scrivere il nome del proprio bambino. Un piccolo, semplice gesto di cura.

Quando, invece, una mamma arriva che già sa leggere e scrivere, è nostro compito spronarla a fare di più, ad approfondire workshop che possono darle un lavoro più sicuro e redditizio. Talvolta, ci siamo cimentate con l’inglese per le ragazze che avevano delle semplici basi. Ci siamo scontrate, noi da una parte e loro dall’altra, nell’affrontare la lingua in modo diverso dalle perpetue ripetizioni di frasi fatte a cui sono abituate.

E i numeri! Oltre alle lettere, anche i numeri. Se pensiamo che una mamma deve uscire dal progetto sapendo gestire l’economia domestica (fare la spesa senza essere ingannata, ricevere lo stipendio giusto, tenere da parte i soldi), allora dobbiamo familiarizzare con i numeri.
Con qualcuna risolviamo dei problemi, con altre facciamo piccoli teatrini utilizzando le banconote e simulando di essere i clienti che vanno a bere il caffè al negozietto della ragazza, con altre utilizziamo le carte. Impariamo “Rubamazzetto” per riconoscere i numeri uguali, “Scopa” per fare le somme… Fino a dove ci porta la fantasia.

Fino a qui, sembra tutto molto semplice. Eppure, le nostre ragazze sono madri. E chi le stabilisce le skills per essere una buona giovane madre? Questo non c’è nei documenti ufficiali. Questo complica la loro vita tanto da ritenere, spesso, che la vita nata dal loro corpo sia la loro più grande disgrazia.

Quindi, si apre il vaso di Pandora del loro essere giovani madri e la strada per diventare giovani mamme che amano. Forse dovremmo scriverlo noi insieme a loro questo documento: le competenze della mamma. Saper nutrire, saper vestire, saper lavare, saper sgridare, saper giocare… Ci avete mai pensato? Come cambia l’universo quando la tua vita non è solo tua.

Ricordo Kiddist così indaffarata nei laboratori, così concentrata su di sé da perdere completamente di vista le necessità della sua bambina. Eppure, piano piano, con forza e determinazione da parte del progetto, qualcosa di nuovo è sorto dentro di lei. E, speriamo, si chiami davvero maternità.

Oggi, nella Giornata Mondiale per le Competenze Giovanili, desideriamo porre lo sguardo sul Nigat affinchè ognuno di voi che legge possa immaginare la strada impegnativa e dissestata davanti a quelle donne, a quelle piccole famiglie mamma e figlio. Ma vorrei anche che immaginaste le ragazze imparare a giocare con i loro bambini, stupirsi insieme a loro per le pagine di un libro o per un gioco arrivato da lontano; vorrei le vedeste quando gioiscono ai primi passi, alla prima ciotola di pappa finita.

Vorrei che il mondo le vedesse e che il mondo scegliesse di stare dalla loro parte.