Un salto a Dida e Hobe

Un salto a Dida e Hobe

Dida e Hobe sono due villaggi di campagna a circa 30 Km da Ziway.

Ad oggi a Dida i salesiani hanno costruito una piccola scuola dalla 1a alla 4a elementare, una piccola chiesa dove si raduna ogni due settimane la comunità per la messa, un pozzo per l’acqua potabile e un oratorio, composto da 3 campetti da calcio, un paio di altalene, un campo da basket e una rete da pallavolo, il tutto su un terreno polveroso e pieno di sassi.

A Hobe è tutto un po’ più piccolo. C’è una piccola chiesa in fango che viene usata anche per le attività dell’oratorio, ora si sta costruendo un salone in mattoni per iniziare un po’ di scuola informale e per le attività dell’oratorio, anche qui c’è un pozzo per l’acqua potabile e un po’ di prato su cui fare oratorio.

Le attività

In settimana don Dino segue le attività scolastiche a Dida e la domenica mattina celebra la messa una settimana a Dida e una a Hobe. Tutti i sabati e le domeniche pomeriggio un confratello salesiano, due aspiranti salesiani ed io [Laura, ndr.] andiamo il sabato a Dida e la domenica ad Hobe per le attività di oratorio. Ci sono dei catechisti e degli animatori locali, ma il numero di bambini (dai 300 in su) e la supervisione richiede la nostra presenza costante.

Queste due realtà di campagna sono a qualche kilometro dalla strada asfaltata e non c’è la corrente elettrica. Le case sono sparse sul territorio, che è molto arido ma dedito alla coltivazione di mais, peperoncino piccante e cavolo. I bambini arrivano in oratorio anche da posti relativamente distanti perché non ci sono altre attività proposte nel circondario. Una volta a settimana facciamo vedere un film tramite un proiettore a batteria. Poi calcio per i maschi, giochi vari per le bambine, i grandi preferiscono la pallavolo. Il giorno che non c’è il film le bambine imparano con voglia inaspettata un po’ di ricamo.

Gli oratori di Dida e Hobe post Corona Virus

Fino a tre mesi fa circa, gli oratori sono rimasti chiusi per il Corona. Adesso in tutta la zona le attività proseguono in modo normale, quindi anche gli oratori di Dida e Hobe sono stati riaperti. Dopo la riapertura gli animatori stanno faticando a riprendere il ritmo e l’organizzazione delle attività. Spesso i giochi si tramutano in una lotta a chi ha la precedenza. Gli animatori giocano per conto loro, i bambini sono davvero tanti… A volte si perde tantissimo tempo per cercare di farli stare in ordine e aspettare il proprio turno per giocare senza ammucchiarsi, spingersi, insultarsi.

Per questo, in accordo con don Dino, io e brother Atto abbiamo organizzato un piccolo corso animatori che occuperà di prossimi due sabati mattina. Capiremo cosa vuol dire essere animatori, l’importanza del gioco e della sua preparazione e capire che con il gioco è possibile insegnare tanti valori ai bambini. Vorremmo poi organizzare delle squadre, dei tornei. Un altro pensiero è quello di creare un piccolo gruppo di teatro almeno a Dida.

La zona intorno a Dida e Hobe è stata un po’ travagliata in questi ultimi anni. Persone di due etnie diverse abitano la zona e ci sono stati molti episodi di scontri e molte case e campi sono state bruciati. La situazione non è sempre semplice e anche dai discorsi della gente si capisce che i rancori non sono sopiti. L’idea del teatro, sperando di riuscire ad organizzarlo, potrebbe essere quella di portare valori di accoglienza, di fraternità, di pace tramite storie che facciano riflettere su questi temi.