Un contadino che semina – Giornata delle Cooperative

Un contadino che semina – Giornata delle Cooperative

Nella foto, uno degli appartamenti sociali della Cooperativa DoMani, fondata da alcuni membri degli Amici del Sidamo. Credits: Cooperativa DoMani

Nella mia testa attorno al termine cooperativa, ed in particolare cooperativa sociale, ruotano quattro parole. Queste parole le ho maturano pian piano nelle piccole realtà che ho toccato e che sto toccando, ma non descrivono a pieno ciò che esse sono.

La prima parola è squadra. Squadra perché chi decide di lavorare in cooperativa non è mai da solo; collabora con i colleghi nel progetto, quando lo si crea, lo si modifica e lo si conclude. Tutto questo comporta fatica, e per andare oltre questa fatica bisogna condividere qualcosa. Penso che quel qualcosa siano i valori; che poi i modi per concretizzarli sono tanto diversi, ed è da questo punto che inizia il vero lavoro.

La seconda parola è altro. Altro perché chi lavora in una cooperativa aiuta un’utenza con specifici bisogni; il tutto per far sì che un giorno questa utenza sia in grado di cogliere e rispondere da sola alle sue necessità. Al centro di tutto quindi c’è la relazione che si instaura con queste persone; un qualcosa di delicato e sottile che sempre va riequilibrato.

La terza parola è voce. Chi lavora in una cooperativa si fa voce per chi non ha voce. E questo sottolinea l’apertura verso chi è al di fuori di essa. Diciamo una voglia di rendersi un mezzo per qualcuno. Un qualcuno la cui vita sembra non ci riguardi, ma solo se ci si sofferma ad una lettura superficiale.

In ultimo cambiamento. Questo perché non si decide di lavorare in gruppo, di lavorare per altri e di manifestarsi per nulla. Tutto questo lo si fa perché c’è qualcosa che non va nel mondo in cui si vive, qualcosa che si dovrebbe aggiustare; un cambiamento da mettere in atto quindi, che presuppone tanti piccoli passi (e cadute) per il suo raggiungimento.

L’immagine che per me rappresenta meglio una cooperativa è di un contadino che semina. Lui semina, ma i suoi frutti non è detto che un giorno spunteranno e matureranno; probabilmente dovrà aspettare un bel po’ prima di vederli, e forse non ci sarà neanche più lui a vedere questo spettacolo. Però desiste, non molla. Perché lui ci crede, e anche il solo crederci con il cuore dona senso alle cose.

Un saluto

Rosy