Tra caldo e Covid ad Abobo

Tra caldo e Covid ad Abobo

Carissimi amici, un saluto caro e “caloroso” da Abobo! Le alte temperature di questa stagione influiscono parecchio sul ritmo quotidiano e rendono più difficile il tentativo di stare al passo con le esigenze di ogni giorno. Ma in generale… stiamo bene.

Questi mesi di presenza nel centro sanitario e nella missione, che in tanti anni abbiamo costruito e fatto crescere, si stanno rivelando preziosi. L’essere qui con Maria ha lo scopo di aiutare, supportare, consigliare, insegnare. Ci mantiene in un ruolo diverso, a volte non facile, ma sicuramente importante e anche liberante. E ci regala la possibilità di sentirci più direttamente vicini alle singole persone e realtà.

I Brothers stanno facendo davvero il possibile per portare avanti il Centro. Il nostro affiancamento li incoraggia: alcuni di loro sono dovuti tornare al loro paese di origine per rifare i documenti e in questi giorni stanno ritornando per sottometterli alle autorità etiopiche per ottenere permessi di lavoro e soggiorno. Il Centro resta un importante punto di riferimento per tutta la zona. Anche l’impegno con i ragazzi e i piccoli, attraverso l’oratorio e la library, è rinforzato. Un gesto che regala speranza ai giovani di Abobo che altrimenti non avrebbero assolutamente nulla.

Il Governo etiopico è in un momento storico molto difficile per varie ragioni.

Il ben noto conflitto contro il Tigray, la regione nord dell’Etiopia, ha causato troppa violenza e morti, molta distruzione di strutture pubbliche, di culto, fabbriche e ospedali e ha provocato una immensa sofferenza. Dopo un silenzio troppo lungo, la stampa internazionale ha portato alla luce la verità. Ora lo stesso primo ministro ha chiesto alle forze eritree di lasciare il territorio. La situazione non è certo risolta, ma almeno è pubblica.

Un altro grosso problema è l’inflazione crescente, con un continuo aumento dei prezzi di mercato anche dei beni di prima necessità. Il che non fa sperare in una facile ripresa economica. I poveri aumentano.

Il Coronavirus sta avanzando anche in Etiopia.

La pandemia che lo scorso anno aveva colpito in modo superficiale l’Etiopia come la maggioranza dei paesi africani, ora sta aumentando parecchio. Si fanno in generale pochissimi test, ma il tasso di positività è molto alto. Ora è il 26% a livello nazionale, con grosse differenze tra le regioni, in alcune arriva al 38%, altre meno. I “migliori” siamo noi della regione di Gambella e Abobo: per stare più “tranquilli” non si fanno più test da oltre un mese, non si riportano dati: occhio non vede cuore non duole!

Noi ad Abobo comunque rafforziamo con “ostinazione” tutti i possibili interventi di educazione sanitaria e di prevenzione, distribuzione mascherine a tutti i gruppi vulnerabili. Anche alcune comunità di missionari hanno dovuto fare il conto con l’infezione. Tra i salesiani di Dilla alcuni contagiati sono rimasti asintomatici. Sergio, uno dei confratelli, coadiutore tecnico molto conosciuto e apprezzato da tutti, sta tuttora combattendo contro le complicazioni dell’infezione stessa.

Sono cosciente che in Italia, come in Europa, sia tuttora un tempo di crisi. Non credo ci siano ormai famiglie e comunità risparmiate dalla sofferenza diretta o indiretta causata da questa pandemia. So che è davvero pesante per tutti voi. Mi auguro che i sacrifici imposti, insieme al programma di vaccinazione, possano dare un po’ di respiro che apra la strada ad una ripresa della normalità di relazione.

Noi abbiamo iniziato la Quaresima solo il 28 marzo: speriamo sia un’opportunità per imparare insieme dalle prove, che ci aiuti ad aprire gli occhi e le coscienze. Speriamo che ci aiuti a scegliere a tutti i livelli un cammino di solidarietà, di condivisione, di ricerca della giustizia, che possa far emergere nella esistenza di tutti la vera Vita.

Tere

 

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