A Zway, nel compound dell’Egiserà, lavorano da due anni circa cinquanta
donne, tra le più povere della città. Filano il cotone grezzo e tessono i
gabi, fabbricano cestini, stuoini e materassi di paglia, coltivano l’orto.
Fanno quello che sanno fare, secondo un sapere manuale trasmesso
dalle loro madri. Quello che è stato loro negato, invece, è arrivato sotto
forma di una scuola per imparare a leggere e scrivere; educazione sanitaria
di base; corsi di formazione vari.
L’obiettivo immediato è dare a queste donne un aiuto dignitoso attraverso
la dignità del lavoro. Ma la speranza più bella è che diano loro stesse,
un giorno, un calcio alla miseria.