Paese che vai, mercato che trovi

Paese che vai, mercato che trovi

In ogni paese e città d’Etiopia, il mercato settimanale è un giorno importante. Per molte persone però diventa il giorno più importante della settimana, perché rappresenta l’unica possibilità di guadagno. Nelle zone più remote è anche il giorno per intessere relazioni con i famigliari e i conoscenti o allargare la propria rete sociale.

A Ziway il mercato è presente nei giorni di martedì e sabato. Si svolge in un’ampia piazza, delimitata a nord dalla vecchia via che portava a Butajira, a est dalla strada principale che porta ad Hawasa. Mentre a sud si estende il centro del paese, a est il quartiere si è sviluppato recentemente.

Il mercato di Ziway è diviso in settori a seconda del tipo di merce.

Sono presenti i grossisti di granaglie: frumento, orzo, mais, teff, miglio.

C’è chi vende ogni tipo di spezia e coloro che propongono gli ortaggi: cipolle, patate, carote, pomodori, aglio, peperoncino, cavolo. Chi utilizza le carriole per muoversi più comodamente, chi si adagia sul terreno e propone le proprie verdure in piccoli mucchietti per ovviare alla mancanza della bilancia.

Si trovano cumuli di zucchero, caffè in grani verdi, sale, berberè… le venditrici, per quantificarne il peso, utilizzano dei piccoli contenitori di vetro o latta.

C’è l’area adibita al carbone, quella per la legna e quella per l’incenso. L’olio, rigorosamente di palma, è travasato da taniche di plastica da 20LT in piccole bottigliette di vetro a seconda del desiderio dell’acquirente.

C’è tutto un reparto per gli oggetti in terracotta, jebenà (tipica caffettiera etiope), tazzine, porta incenso e per quelli costruiti tramite la palma, vassoi, cesti per l’enjera.

Ogni tanto si trovano i venditori di pollame, mentre per altri tipi di bestiame, mucche, pecore, capre la vendita è in un’altra zona al bordo della città.

Per quanto riguarda l’abbigliamento ci sono coloro che espongono abiti sia maschili che femminili ben ordinati sugli appositi attaccapanni incastrati nelle strutture in legno. Altri invece preferiscono accatastare il vestiario e lasciare che i clienti si “immergano” nel mucchio di vestiti scegliendone il preferito. Solitamente questi sono abiti che provengono dal mercato “non ufficiale”. Il reparto calzature propone molte varietà di ciabatte, scarpe in plastica o materiali sintetici. Per i gli amanti dell’esotismo o i meno abbienti si trovano anche delle comode pantofole costruite con le camere d’aria. Il tutto si potrebbe definire un disordine organizzato.

Per coloro che si affacciano la prima volta tra le numerose particolarità sicuramente c’è il fatto che è obbligatorio contrattare il prezzo, e non ci si deve vergognare o nascondere nel chiedere il prezzo di un medesimo prodotto a più commercianti. Inoltre per l’acquisto di verdure oltre alla quantità pattuita, il venditore aggiungerà uno o due ortaggi in regalo.

I commercianti

I commercianti sono essenzialmente di due tipi. Quelli formali hanno uno spazio a loro assegnato, da 2 fino a 6 metri quadrati. Quelli informali solitamente sono donne provenienti dalla campagna limitrofa che vendono uno o due tipi di verdura e sono presenti lungo la vecchia direttrice che porta a Butajira.

Da circa quattro anni la piazza è oggetto di un progetto di riqualificazione, si dice che l’area sia stata acquistata da una imprenditrice, sono stati costruiti due piccoli palazzi a due piani per ora non utilizzati. Con l’idea di spostare il mercato, in un altro quartiere di Ziway è stata predisposta una piazza per ospitare i commercianti. Nei giorni di martedì e sabato quell’area è affollata, ma nella storica piazza la compravendita non sembra diminuire, nonostante saltuariamente la polizia si palesa per evitare che le venditrici informali possano avere accesso. Le storiche abitudini sembrano avere la meglio sulle idee di modernità.