Jolandino Grest. “Domani vieni? Ti aspettiamo!”

Jolandino Grest. “Domani vieni? Ti aspettiamo!”

Facciamo un gioco! Vi è mai capitato di…? È un po’ tipo come “Non ho mai”, solo che “se non avete mai” poi al posto della punizione vi tocca venire a Jolandino! Pronti? Allora dai, cominciamo noi!

Per esempio: vi è mai capitato di… fare una sfida di gimkana tra le pozzanghere nel bel mezzo di un temporale estivo coi fiocchi? D’altronde, perché andare a ripararsi in palestra o sotto i gazebo se puoi fare giochi d’acqua gratis?.

Oppure, vi è mai capitato di sentire un bambino dolce e petaloso imprecare con un bel “maial!” nel bel mezzo di un’avvincente partita di palla base? Oh, e vi è mai capitato di assistere alle migliori impennate e ai migliori trucchi di magia con le biciclette – che Pantani scansate per favore?

Vi è mai capitato di vedere una combriccola di bambini giocare agli indianini attorno a un animatore disperato? E vi è mai capitato di vedere un pugno di ragazzini far impazzire un animatore e poi vederli piangere come fontane nel momento in cui questo stesso animatore il sabato riparte per tornare a casa?

E vi è mai capitato di vedere un oratorio di ragazzi che si ricordano nome per nome tutti gli animatori che sono passati quell’estate e non vedono l’ora di rivederli l’estate successiva? Vi è mai capitato di sentire che qualcuno vi aspetta? …A Jolanda, possiamo assicurarvelo, ci aspettano!

E ci aspettano come si attende qualcosa che non è scontato.

Quando, per quelle 4 o 5 settimane nei mesi estivi, gli animatori di Jolanda ci accolgono per dare vita INSIEME all’oratorio feriale, è come se accadesse una magia: la musica dei bans sparata a tutto volume (il più alto possibile, diciamo…!), le urla dei ragazzi che giocano sui campi, il silenzio dei più piccini che passano il tempo alla loro misura, i passi di corsa degli animatori che percorrono Jolanda avanti e indietro, recuperando materiale mancante o una spesa da ritirare.

Ed è una magia che, per tanti bambini e ragazzi, significa anche un’occasione in più: occasione per un sorriso, una risata, una chiacchiera leggera o una discussione più profonda, un torneo dove giocarsi tutto o una sfida dove liberare un po’ di creatività. Si creano spazi e tempi di condivisione preziosa, tanto coi ragazzi quanto con le famiglie di Jolanda, senza le quali, ogni anno, questa magia non sarebbe possibile: la fiducia reciproca, il desiderio di costruire insieme, lo slancio di vita sono ingredienti fondamentali dello spettacolo che è l’oratorio estivo di Jolandino.

Non tutto è rose e fiori, non lo è mai.

L’estate scorsa, la pandemia ha naturalmente posto grandi interrogativi sulla possibile realizzazione del progetto… interrogativi che, con fatica e tenacia, abbiamo trasformato in punti esclamativi. Ma emergenza sanitaria a parte, le difficoltà non mancano.

Eppure, non c’è fatica o imprecazione che tenga: alla fine siamo sempre lì, insieme, a far funzionare una cosa che è bellissima e, proprio per questo, richiede anche tanto sforzo. Lo stesso che metti in gioco per non abbatterti, quando l’ennesima volta che vedi quel ragazzo vagare da solo per tutto il giorno, anziché venire in oratorio, gli dici “guarda che a Jolandino ti aspettiamo!”, lui sorride, annuisce, ma il giorno dopo ancora non c’è.

E non ti arrabbi con lui, ti arrabbi forse un po’ con te stesso per non averlo convinto, un po’ con la realtà che a volte mette in giro tanti ostacoli… ecco, quello “sforzo” che fai per non abbatterti, è lo stesso che a fine giornata, quando saluti i ragazzi che tornano a casa, diventa energia nuova da rimettere in circolo e che, quando incontrerai di nuovo quel ragazzo in giro, ti porterà a chiedergli ancora “domani vieni?”.

E ogni volta sarà così: “domani vieni? Ti aspettiamo!”
Perché anche quel ragazzo, anche se non varca il cancello, ci aspetta.

C’è così tanto da vedere e da conoscere, a Jolandino. C’è così tanto da amare!

Marcella e Noemi