Il Sidamo come scelta nella quotidianità

Il Sidamo come scelta nella quotidianità

Il Sidamo come scelta è una frase che spaventa o quantomeno intimidisce. Fa pensare al volontario perfetto che, in Etiopia e/o in Italia, ha consacrato la sua vita alla causa. Francamente, non è che ci sentiamo proprio all’altezza di parlare di un tema del genere. La richiesta che ci è stata fatta però ci ha messo in discussione e ci ha fatto riflettere, e alla fine abbiamo deciso di condividere qualche riflessione.

Io e Francesco abbiamo conosciuto il Sidamo entrambi quando eravamo alle superiori, tramite qualcuno che ci ha trascinato ai campi. Siamo stati affascinati dai campi e soprattutto dalle persone che vi abbiamo trovato. Tramite queste persone abbiamo iniziato a sentire parlare d’Etiopia e a immaginare una partenza. E così, in anni diversi, entrambi abbiamo fatto il nostro mese in Etiopia (2013, Adigrat; 2014, Zway).

È stato il passaggio che ha dato un giro di volta al nostro essere nel Sidamo: prima eravamo entusiasti ragazzi che amavano andare ai campi, dopo siamo diventati più consapevoli. Siamo entrati a fondo nei meccanismi del movimento, impegnandoci nell’organizzazione di campi brevi e lunghi, dei respo dei respo o dei respo dei dispo. Nel frattempo nel 2018 io sono stata per un paio di mesi ad Addis Abeba, per testare ancora le acque, per capire se per me l’Etiopia poteva essere una strada fattibile (doveva essere una partenza condivisa con Fra, ma c’era una tesi magistrale in mezzo e l’inizio di un lavoro, alla fine non è stato il momento giusto).

Ora che ci siamo sposati, io e Francesco progettiamo la nostra vita insieme ancora più di prima. Ci siamo chiesti e ci chiediamo in continuazione quale sia il nostro posto nel Sidamo, in questo periodo in cui siamo riusciti a essere presenti, di fatto, poco. Abbiamo avuto varie idee, non ne abbiamo messe in pratica molte.

Ci siamo dati però disponibili a seguire il cammino dispo di quest’anno, con tutte le incertezze di quest’anno, e questo perché vogliamo tenere vivo il sentimento di missionarietà che c’è in noi. Abbiamo, dopo molta indecisione, deciso di partecipare ad un campo invernale. L’idea è anche quella di unirci al gruppo locale, una volta che ci saremo assestati in questa vita da adulti. Ci siamo segnati in rosso e in maiuscolo il prossimo campo LavorAzione per non dimenticarcelo un’altra volta e non fissare altri impegni! Insomma, stiamo cercando di ritagliarci, pian piano e in modo graduale, un angolino di Sidamo da cui ripartire e da sentire nostro.

In tutta sincerità, non ci sentiamo la coppia più rappresentativa dello scegliere il Sidamo come scelta di vita. Tuttavia abbiamo lo stesso accettato di condividere queste parole perché pensiamo che nei vari anni in cui abbiamo fatto il Sidamo, che ormai sono un bel po’, tra alti e bassi, periodi di partecipazione entusiastica e momenti di quasi rottura, ecco pensiamo che ci sia rimasta un’impronta dentro che ci portiamo dovunque andiamo. È più che altro il modo che abbiamo di affrontare le vicissitudini della vita, lo stile che caratterizza il nostro modo di pensare.

Ci siamo resi conto che è molto basato sui principi e i valori del Sidamo, che ci hanno conquistato più di dieci anni fa, da ragazzi, e che continuano a sembrarci validi. Missionarietà, essenzialità, lavoro condiviso, amicizia, condivisione, sono tutti modi che abbiamo interiorizzato e che ci piace riportare nelle piccole cose della vita di tutti i giorni.

In questo senso crediamo di portare un po’ di Sidamo come scelta di vita quotidianamente. Chi lo sa poi quale sarà l’equilibrio che sapremo trovare come famiglia tra Sidamo e gli altri ambiti di vita: siamo fiduciosi che quello verrà con il tempo. Nel frattempo sappiamo che portiamo sempre i valori che il Sidamo ci ha insegnato con noi.

Sofia e Francesco

Una risposta.

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