Nigat

Non per tutte la maternita è una cosa  voluta, desiderata, una bella notizia. Specialmente se si ha 15 anni, il figlio che si aspetta è frutto di una violenza e si vive in Etiopia dove spesso le famiglie ripudiano le figlie incinte illegitimamente qualunque sia la causa. Queste ragazze si ritrovano sole, svanite, in mezzo ad una strada.

Ma non tutto è perso. Le suore missionarie le accolgono e le sostengono nel parto e nei primi tre mesi di vita del bambino.

A questo punto  entra in gioco il progetto Nigat (Alba in amarico). Dopo aver incontrato le ragazze, con i loro figli, selezionate dalle suore, si da loro qualche giorno per cercare casa nei dintorni del progetto e poi  entrano nel programma.

Ciò che si respira entrando al Nigat è un’atmosfera di famiglia; una casa piccola che può arrivare ad accogliere fino a 30 ragazze madri (dai 14 ai 25 anni) con i loro bimbi per tutta la giornata, scandita da tempi ben definiti dove si fanno i turni per pulire, studiare, giocare con i bambini e imparare un mestiere; una casa piccola dove ci si scambiano preoccupazioni, ma anche sogni; dove si litiga e si fa pace, dove ci si aiuta nel crescere i figli, dove ci si accompagna nel mondo dei grandi stando insieme nelle difficoltà e nei successi. Il Nigat sostiene le ragazze e i loro figli/e in tutto, offrendo loro accoglienza, ascolto e presenza.

Tutto il necessario per ripartire, dare un nuovo valore alla propria vita di donna e di madre.

 

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