Dire Sì, con le mani in pasta

Dire Sì, con le mani in pasta

“Era da tanto che non si faceva un campo così”

La frase che ho sentito ripetere più spesso durante questi due giorni di campo, detta con gli occhi pieni di speranza e con la felicità di sapersi tanti, vicini, insieme, nell’accogliere e nell’agire. Che sono poi alcune delle qualità che preferisco in assoluto del nostro mettersi in gioco a partire da qui: da quello che già c’è e che ha bisogno di essere coltivato quotidianamente per continuare a fiorire.

Ogni tanto tra una crespella e l’altra mi concedevo qualche secondo per guardarmi intorno e rendermi conto di quello che stava accadendo: almeno una trentina di ragazzi adolescenti che chiudevano crespelle in coppia con un ragazzo o un adulto del movimento, mentre la mitica Doni correva ovunque gestendo la situazione come solo lei sa fare, con ciascuno immerso e concentrato nel proprio ruolo contribuendo a costruire quel pezzettino che ci è servito per arrivare alla fine della giornata e, guardandomi negli occhi con Fulvia, dirci: ce l’abbiamo fatta.

Perché, come ho detto durante il campo, ciascuno di noi può essere qui per una serie di motivi tra i più vari: per l’Etiopia, per gli amici, perché ce lo ha chiesto il Don… ma qualsiasi sia la ragione c’è qualcosa che ci tiene profondamente uniti nel nostro esserci e credo proprio che in questo campo il “sì” di ciascuno si sia sentito parecchio forte. Ed è quello stesso “sì” di quando, dopo una giornata di lavoro intensissimo in cui abbiamo chiuso oltre 4000 crespelle, ci siamo ritrovati ancora insieme la sera a parlare di Etiopia, a giocare, a condividere, a ridere di gusto. E, non contenti, la mattina dopo alle 5 i Mekuamià hanno iniziato a spiedare e noi abbiamo chiuso circa altre 200 crespelle. Che sapore ha tutto questo? Quello della forza di ri-cominciare, con gli amici.

Non c’è niente di più bello di un desiderio che, se pensato insieme, diventa realtà.

Grazie a tutti quelli che sono passati, da parte di tutto il gruppo di Brescia.

Paola