Le feste etiopi

7 Gennaio Natale (Ghena)
19 Gennaio Epifania (Timkat)
2 Marzo Festa nazionale: vittoria di Adwa
6 Aprile Giorno dei Patrioti
17 Aprile Giorno del Sacrificio (Arafa)
25 Aprile Ritorno dell’Obelisco di Axum
Aprile/Maggio Pasqua (Fasika)
1 Maggio Festa dei lavoratori
28 Maggio Caduta del Derg
17 Luglio Nascita di Maometto
11 Settembre Nuovo anno (Enqutatash)
27 Settembre Festa della Croce (Meskel)

 

Le grandi feste religiose della chiesa copta:
Natale [Ghena o Lidet], è il 7 gennaio, si differenzia da quello occidentale anche nelle circostanze e nella risonanza che provoca. Preceduto da un digiuno di 40 giorni, la festività si esprime in una liturgia notturna ricca di cerimonie e canti che può arrivare fino all’alba. Nessun segno esteriore d’esuberante festa popolare: luminarie, regali, auguri, ecc. Nel Natale etiopico si contempla il mistero astratto della salvezza manifestata attraverso la venuta del Verbo di Dio nella carne. La tradizione etiopica è però minacciata dall’imitazione indiscriminata di tutto quello che viene da fuori: stelle d’argento, presepi, regali, cartoncini d’auguri.
Pasqua [Fasika o Tensale-(risurrezione)], è preceduta da un rigoroso digiuno di 40 giorni, oltre alla carne viene eliminato ogni genere di latticini e uova, dando spazio al pesce, ma soprattutto a una dieta vegetariana. La settimana santa da lunedì a venerdì porta la gente alla chiesa per la preghiera a Cristo.
Il venerdì santo è caratterizzato da un digiuno totale che va dalle 8 del mattino alle 3 del pomeriggio, ora della morte di Gesù.
Il sabato santo il digiuno si protrae fino al termine della messa di mezzanotte, in pratica fin verso l’alba. La cena pone fine al digiuno ed esprime convivialità e gioia della risurrezione.
L’Epifania copta [Timkat – battesimo di Gesù nelle acque del Giordano], è la festa più sacra dei copti la quale inizia con una lunga notte di canti, nenie, sistri tintinnanti e processioni di tabot (arche dell’alleanza) dai santuari segreti dei maqdas a grandi tende dai colori bianchi. Il Timkat dura 3 giorni. Si celebra due settimane dopo il Natale copto.
I preparativi sono senza fine, scorrono fiumi di tech e di talla, i bambini ricevono regali, gli abiti devono essere di un bianco abbagliante.
Le processioni delle tabot sono marce di moltitudini festanti. All’alba del 19 gennaio, un abuna copto immerge la croce nell’acqua di una pozza o di un fiume, benedice e spruzza sui fedeli l’acqua santificata. È un momento di grande caos, tutti vogliono gettarsi in quell’acqua benedetta. Le tabot, con altrettante lunghe processioni vengono riportate nei maqdas, tranne le tavole sacre di San Michele, che si celebra il giorno dopo. La festa andrà avanti fino allo sfinimento.
La festa della Croce [Meskel], è la festa del ritrovamento della Vera Croce da parte dell’imperatrice Elena, la madre di Costantino il Grande. Si celebra il 27 settembre, festeggia la fine delle grandi piogge. Rami di euforbie fresche vengono intrecciati con margherite gialle: i fiori del Meskel. I rami vengono accumulati davanti ai recinti delle chiese dove poi verranno accesi dei falò e la notte dell’altopiano risplenderà di fuochi.
Il fumo dell’incenso guidò Elena nel luogo dove era sepolta la Croce di Cristo, il fumo dei falò etiopici, nelle ore di Meskel, è considerato sacro. Un frammento della vera croce è conservato nella irraggiungibile chiesa di Ghishem Maryam, a 4 ore di distanza da Dessiè, nel Wollo.

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