I nostri valori

Accoglienza
Il centro dei campi di lavoro sono le persone e le relazioni con esse. L’accoglienza è il primo valore che chiunque arriva deve respirare per sentirsi “a casa” in una grande famiglia.
L’essenzialità
Di tutte le cose che ho a disposizione, un campo in concreto mi indica di quali cose posso fare a meno. La cucina del campo soddisfa la mia fame, ma limita la mia gola. L’essenzialità va a toccare il mio modo di vestire, di divertirmi, di spendere il denaro. Abbiamo tanto, abbiamo tutto. Andiamo a vedere di che cosa si nutrono i nostri poveri, i giovani dell’Etiopia, dell’America Latina. Come si vestono, dove dormono. Come sono le capanne? E ci confrontiamo con il loro
modo di vivere.
Don Elio così scriveva ai giovani: “Se c’è una cosa che i poveri mi stanno regalando è proprio quella di rendermi la vita più essenziale; mi accorgo che basta così poco per vivere: più mi portano via le cose, anche le più elementari come vino, formaggio, olio… più sento che mi levano le scorze e il mio animo si apre al canto. Io sono felice che più felice non potrei … Tanti oggi dicono: «Io basto a me stesso (il soggettivismo); è la pianificazione della mia dissoluzione. Mentre la mia compiuta identità va in rapporto con la verità e con la carità, che mi tolgono le maschere. L’appartenenza a Dio Creatore, mi rende capace di svuotare le mani, allontanarmi dai miei beni.
L’essenzialità è avere le mani nude. Si racconta che nella grotta di Betlemme, quando è nato Gesù, la Madonna, che aveva in braccio Gesù, era indaffarata a ricevere i regali che i pastori le stavano portando; latte, burro, formaggio, coperte, sciarpe, scialli, cuffie… Tra i pastori ce ne era uno, poverissimo, a mani vuote, stava contro la grotta, non aveva nulla da offrire. E la Madonna: “Tienilo
tu, per un attimo, Gesù, intanto che ricevo i regali”. L’unico a ricevere Gesù fu lui: aveva le mani nude»”. L’essenzialità libera le cose dalla corruzione, ha a cuore le persone. Un’essenzialità che ci fa condividere il povero nella sua ristrettezza, e che ci rende sempre più puliti nella scelta delle cose, nel gestire il nostro tempo, il denaro, fino ad arrivare all’accoglienza di Gesù che perde tutto per amore degli uomini. L’amicizia è un grande valore. Entrare e vivere negli Amici del Sidamo è un grande dono perché trovi tanti amici. Nasce una rete fortissima di conoscenza reciproca. Nasce un rapporto molto intenso di amici che va oltre il proprio gruppo; si pone un grande legame tra i gruppi e si salda un rapporto forte con i Volontari che sono in Etiopia. E per un amico io faccio sacrifici grossi e li faccio
volentieri. Un’amicizia basata sul desiderio comune di aiutarci a far dono gioioso della nostra vita per i giovani e per i poveri.
L’autotassazione Quella che intendiamo per ‘autotassazione’ è invece un contributo economico personale che versiamo ai campi di lavoro corti o lunghi; è il frutto della nostra rinuncia e verrà utilizzata per il mantenimento dei Volontari che da lungo tempo vivono in Etiopia.
Il servizio Servire gli ultimi, sia gli ultimi arrivati, sia i più poveri dei poveri, servizio è farsi ultimi è sedersi all’ultimo posto, è umile, silenzioso, lavora “dietro alle quinte”. Il servizio è l’atteggiamento del “tocca a me”, anche quando sono stanco, per il bene comune.
Il lavoro e la fatica Ci permette di cercare, di farci più vicini al povero, di riscoprire i nostri limiti, che non ce la facciamo da soli. Ma la fatica comune fa nascere amicizie durevoli, solidarietà, unione. Poniamo gesti concreti e visibili, con lo stile della gratuità e della continuità, con lo stesso amore con cui Gesù ha lavato i piedi
La gratuità “gratuitamente avete ricevuto e gratuitamente date”tutto il ricavato del duro lavoro dei campi viene gratuitamente donato per il servizio ai poveri attraverso i volontari degli Amici del Sidamo e i salesiani in Etiopia. Vogliamo vivere gratuitamente le nostre relazioni ai campi di lavoro, non teniamo il “tesoro” delle nostre amicizie per noi stessi, vogliamo condividerlo tutti insieme.
La fiducia In chi ci accompagna: i responsabili dei gruppi e quelli dei campi di lavoro, i volontari in missione, i salesiani, i missionari, i poveri, gli amici, il Signore. Gli eventi della storia, che sono guidati da Dio, i germi di bene depositati nel cuore di ogni uomo, sono per noi motivo di ottimismo e un vivo senso di gioia che ci accompagnano nel nostro agire. Nasce una fedeltà ai poveri, agli amici., al gruppo, ai nostri volontari, che se noi molliamo devono rientrare, perché sono sostenuti solo da noi.

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