Abba Elio Bonomi

Abba Elio viene chiamato dai suoi superiori ad aprire una nuova missione, a Zwaycon lui ci sono Donato, Isidoro e don Riccardo. La cittadina di Zway è collocata nella regione centrale dello Showa, nel cuore della Rift Valley, a metà strada fra Addis Abeba e Dilla.

Nel 1990 l’ex Governatore e ex Capo del Partito Comunista di Zway, la più alta ‘carica’ in Zway durante i primi anni della missione, ammise: “Abba Elio, i suoi confratelli e i giovani volontari che sono arrivati dall’Italia ci hanno conquistati e spronati tutti con l’esempio! Lui è stato il primo a farci vedere quel che si poteva fare qui a Zway! Ricordo che ci invitò a visitare la missione nell’autunno dell’86. Ci andammo solo perché intravedemmo l’opportunità di farci costruire un pozzo d’acqua per la città. Rimanemmo delusi: a parte le due, tre costruzioni nella missione non c’era nient’altro. Quando ci ritornammo tre mesi dopo per inaugurare il pozzo che nel frattempo Abba Elio aveva fatto costruire fuori dalla missione per la nostra gente, vedemmo già le prime strutture: tanti campi da gioco, nuovi edifici, alcuni già completati altri in costruzione. Mi colpì in modo particolare il grande orto che stava cercando di metter insieme, con a fianco una piantagione di papaie, banane e quant’altro. Scossi il capo: le termiti avrebbero fatto piazza pulita di tutto in breve tempo! Tornai la terza volta dopo altri cinque mesi. Rimasi stupefatto: come avevano potuto due o tre persone, far tutto ciò in così poco tempo?” 
Abba Elio è diventato in breve l’uomo più amato di Zway. Quando a bordo del suo pick up attraversa la città è accompagnato da un coro festoso di bambini e ragazzi… àb-è-liò– àb-è-liò!! 
“Devo dire che allora tutto il Partito cominciò a temere quello che stava succedendo… però nel nostro cuore facevamo tutti la stessa considerazione: il lago era qui da millenni… noi anche… però ci sono voluti i salesiani, lui, Isidoro, Donato, don Riccardo e i loro amici a farci capire quali miracoli si potevano fare con l’acqua e la buona volontà! Qui a Zway hanno messo loro in moto la ruota dello sviluppo. È per questo che in fondo lo abbiamo sempre sostenuto!” 
Presente fin dai primi momenti della fondazione della casa, Mamma Irene ha seguito la cucina e la guardaroba. La sorella di don Elio, bel carattere espansivo, ha riempito di gioia bimbi e adulti, salesiani e suore. Le ragazze che erano in cucina hanno imparato a preparare, con nessuna spesa, piatti graditi ai piccoli e ai grandi. Zway Gigi e Donatella seguirono a Mario e Donatella quando questi rientrarono in Italia nel 1991 dopo una permanenza di tre anni. Furono coppie di grande valore. Lavoratori instancabili passavano dalla assistenza alle macchine, alla manutenzione della casa, alla attenzione del dispensario, alla coltura dell’orto. Si prodigavano senza sosta con saggezza, con il sorriso, con la competenza nella manualità, con l’attenzione ai bambini e alle bambine dell’oratorio. 
Dopo sette anni di lavoro, con la preziosa opera di Donato che si occupava dell’oratorio, di Isidoro, attento organizzatore e direttore della scuola di Adamitullo che si era preso a cuore i più grandi, e di tutti i giovani volontari che si erano susseguiti negli anni, ormai la missione aveva assunto la sua fisionomia finale. 
Nel 1991 il cortile più grande fu ricoperto di un manto verde e divenne un favoloso campo da calcio ad erba. Per tutta l’estate precedente i giovani della spedizione con i giovani Etiopi hanno trasportato zolle di terra dal lago di Zway al cortile. Fu un lavoro estenuante, faticoso. Acqua, sole, erba inglesina” hanno reso il campo da calcio un super velluto verde. Le autorità civili di Zway elogiarono tantissimo l’evento. “Ora abbiamo capito quanto bene ci volete. Avete fatto una realizzazione che da tempo desideravamo per i giochi dei nostri giovani.” 
Nel maggio del 1993 visitando la ‘Casa degli ospiti’ in via di completamento, Abba Elio confessò ad alcuni Amici: “Questa è l’ultima costruzione. Poi voglio dedicarmi pienamente al catechismo, a questi giovani, ai miei ragazzi. Ora stanno crescendo, hanno veramente bisogno di qualcuno che li segua in modo particolare…”. La chiesa di Zway era stata inaugurata il 29 gennaio del 1989 in occasione della celebrazione del centenario della morte di Don Bosco. Vi avevano partecipato il Cardinale Paulos di Addis Abeba, il Prefetto Apostolico e Vescovo di Meki Mons. Yohannes, tutta la comunità cristiana di Zway e dintorni, una folta rappresentanza di salesiani, di suore, di missionari 
di altre congregazioni, di amici e conoscenti da tutta l’Etiopia. Poi la malattia brevissima, fulminante di don Elio. Era andato ad Addis Abeba per tenere una predicazione alle Suore. Già faceva fatica a parlare. Pare un ictus cerebrale. Moriva nel sonno, ad Addis Abeba il mattino, all’alba, del 13 maggio 1993.